Centro Internazionale Implantologia Como – Dir. San. Prof. Tiziano Testori

Le biotecnologie

Le biotecnologie attualmente utilizzabili in Italia ambulatorialmente sono rappresentate da fattori di crescita autologhi (PRF, PRGF), non è possibile utilizzare BMP (proteine morfogenetiche) e fattori di crescita ricombinanti perché non sono farmaci registrati dal Ministero della Salute Italiano.

Come per molte altre branche della medicina, anche nell’implantologia moderna il futuro è rappresentato dalle biotecnologie, il cui impiego nella pratica clinica è già una realtà. Alcuni esempi sono costituiti dalla possibilità di rigenerare nuovo tessuto osseo nella sede anatomica desiderata senza il ricorso a prelievi ossei ed innesti, procedure chirurgiche che presentano sempre un grado di rischio e soprattutto disagio per il paziente.  Le tecniche della moderna ingegneria tissutale possono prevedere la rigenerazione “in vivo” cioè direttamente sul paziente, oppure la costruzione “in vitro” di un tessuto che verrà impiantato sul paziente in un secondo tempo.  Nel primo caso possono venire utilizzati specifici fattori di crescita ricombinanti come le BMP (proteine morfogenetiche ossee) che sono applicati localmente e inducono cellule ossee progenitrici del paziente a trasformarsi in osteoblasti, cellule specializzate nel produrre nuovo osso.  Nel caso della genesi di tessuto in laboratorio, è necessaria la presenza di tre fattori:
1) cellule progenitrici del paziente come ad esempio staminali mesenchimali, ottenibili con un prelievo di midollo osseo, una comune procedura ambulatoriale,
2) fattori di crescita osteoinduttivi
3) una impalcatura che dia sostegno al tessuto in fase di crescita, costituita da un materiale biocompatibile. La crescita avviene in un cosiddetto “bioreattore” all’interno del quale vengono ricreate le condizioni ideali (temperatura, umidità, ossigeno, pH, sostanze nutrienti, etc.) per la crescita del tessuto. Il tessuto osseo così generato viene quindi impiantato nel paziente con un minimo disagio, colmando il difetto osseo e consentendo di ottenere un volume osseo adeguato per realizzare il trattamento implantare. Si può ipotizzare che nei prossimi anni vi sarà un sempre maggiore utilizzo delle moderne tecnologie biomolecolari nella terapia rigenerativa in implantologia ed altre branche dell’odontoiatria, ma soltanto a patto che i costi, attualmente proibitivi, scendano a livelli che ne consentano un largo impiego da parte dei clinici.